Enel e Nissan, l’auto verde manderà in pensione gasolio e benzina?

PUBBLICATO IL 17 NOVEMBRE 2016

di Gianluca Zapponini

tratto da formiche.net

Enel e Nissan, l’auto verde manderà in pensione gasolio e benzina?

E se gasolio e benzina fossero vicini alla pensione? Più che una previsione è quasi una certezza, secondo alcuni osservatori. Le emissioni, d’altronde, viaggiano ancora su livelli troppo alti e quando inizieranno a ridursi potrebbe essere troppo tardi, dicono i più critici o pessimisti. Sedersi intorno a un tavolo per firmare accordi internazionali (tipo Parigi) può non bastare se prima non si applica una solida politica interna in materia di sostenibilità. E non è nemmeno un caso se le auto elettriche stanno diventando sempre più i mezzi del futuro, con molti Stati impegnati nella promozione della mobilità verde. E l”Italia? Per tentare di dare una scossa alle istituzioni e agli operatori del settore, il magazine Startmag, ha chiamato a raccolta imprese, politici e addetti ai lavori presso l’hotel Nazionale di Roma, ponendosi una domanda. Mentre il mondo prova a rottamare i carburanti tradizionali, l’Italia ha un piano per la mobilità elettrica?

I NUMERI DEL FUTURO

Prima di tutto bisogna partire dai numeri, per avere un’idea della rivoluzione in atto. Alcuni studi citati nel corso del convegno parlano infatti di una vera e propria impennata di auto elettriche nei prossimi 30 anni. Per McKinsey e Bloomberg per esempio, entro il 2030 i veicoli elettrici potrebbero rappresentare i 2/3 dell’intera flotta circolante, mentre secondo il Guardian entro la fine di quest’anno i veicoli verdi in circolazione nel mondo saranno oltre due milioni. Alfieri dell’auto elettrica, i cinesi, che di smog se ne intendono visti i livelli mai visti di inquinamento raggiunti in certe metropoli. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente poi, da qui a 30 anni l’80% del parco mezzi del globo potrebbe essere elettrico. Ma è una sfida tutta da vincere, perché c’è da battere le resistenze dei petrolieri e da programmare un piano mirato di incentivi per convincere sia gli automobilistiche sia i costruttori a investire nell’auto ecologica.

L’AUTO ELETTRICA FA BENE (ANCHE ALLE TASCHE)

Attenzione, tra i beneficiari della mobilità sostenibile non c’è solo l’ambiente. Ma anche il portafoglio. Secondo l’America lung association, per esempio, le emissioni da parte di auto tradizionali sono responsabili in alcuni stati, come Maine, Connecticut, Maryland, New Tork, Oregon e Vermont, di una spesa sanitaria di 37 miliardi di dollari. Si tratta dei costi sostenuti dalla sanità statunitense per curare le malattie causate dall’inquinamento atmosferico. Se per esempio entro il 2050 si raggiungesse una quota di auto elettriche pari al 65% del circolante, negli Stati in questione la spesa sanitaria si ridurrebbe di 15,7 miliardi, con enormi risparmi per i cittadini in termini di tasse.

OBAMA ULTIMO ATTO 

E pensare che persino uno degli ultimi atti amministrativi di Barack Obama, prima di lasciare la Casa Bianca a Donal Trump, riguarda la mobilità elettrica. Lo staff di Obama  ha infatti annunciato un piano per aprire 48 corridoi autostradali, pensati per coprire 25 mila miglia (oltre 40 mila chilometri) in 35 Stati. In pratica, per consentire di farsi un coast to coast senza mettere una goccia di gasolio. La scorsa estate, gli Stati Uniti hanno finanziato 4,5 miliardi di dollari, destinati a progetti di mobilità elettrica: il nuovo piano, al quale hanno aderito 28 realtà tra istituzioni, costruttori, aziende e organizzazioni, amplia ulteriormente le ambizioni sostenibili del Paese. Lo sviluppo della strategia sarà curato dal dipartimento dei Trasporti, mentre lo studio sulla dislocazione delle colonnine è stato affidato al dipartimento dell’Energia. Anche in Francia mica scherzano. La Cassa depositi francese ha infatti annunciato l’ingesso nel capitale di Cityscoot, azienda di noleggio scooter elettrici a Parigi, con una quota del 10,2%.

ITALIA ALL’ANNO ZERO DELLA SOSTENIBILITA’?

In Italia qualcosa si muove, ma vale sempre la legge per la quale senza una politica ben strutturata ogni sforzo risulta vano. Secondo Raffaele Tiscar (nella foto) vicesegretario generale della presidenza del Consiglio presente alla kermesse di Startmag, “se vogliamo raggiungere il target che si è fissato l’Italia (-33% di Co2 entro il 2030ndr), dovremo in qualche modo dotarci di una politica di intervento sul settore della mobilità. Dobbiamo farlo perché di una cosa sono convinto. L’auto elettrica è il futuro. Ma per realizzare il tutto bisogna investire in infrastrutture e riammodernare quelle vecchie”. Una mano al governo arriverà dal parlamento. Il presidente della commissione Trasporti della Camera, Michele Meta(Pd), ha infatti annunciato l’avvio di un’indagine conoscitiva “per produrre iniziative legislative e di governo nette e concrete”. Chiaro l’obiettivo indicato infine dal sottosegretario ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro: “l’Italia sconta ritardi, bisogna investire. E noi vogliamo arrivare entro il 2050 a una riduzione del 60% delle emissioni”.

IL RUOLO DELL’ENEL

Un ruolo importante nella corsa alla sostenibilità lo giocherà anche l’Enel, che ha collaborato all’iniziativa di Startmag. Il direttore per l’Italia, Carlo Tamburi ha infatti annunciato un accordo strategico con Nissan in virtù del quale se si va a comprare un’auto elettrica, si torna a casa anche con la colonnina per la ricarica da mettere in garage. “Da domani”, ha detto Tamburi, “cominciamo a vendere una proposta commerciale con Nissan che comprende una macchina elettrica, lo strumento della ricarica da mettere nel proprio garage e una App per il rifornimento nelle colonnine pubbliche. L’Enel, ha infatti aggiunto Tamburi, crede moltissimo nella mobilità elettrica e sta ultimando il piano per una rete di ricariche su autostrade e strade extraurbane che consenta a tutti di viaggiare da Nord a Sud con la stessa semplicità”.