La Lombardia ha 1 milione di euro per la ricarica di auto elettriche, ma nessuno li vuole

PUBBLICATO IL 15 FEBBRAIO 2017

Sono più di un milione di euro i fondi che Regione Lombardia ha riservato per finanziare punti di ricarica privati per auto elettriche, ma ad oggi solo poco più di 70.000 euro sono stati erogati. Il bando quindi proseguirà per altri 12 mesi, ma perchè nessuno li vuole?


di Massimiliano Zocchi - tratto da www.dday.it 

La Lombardia ha 1 milione di euro per la ricarica di auto elettriche, ma nessuno li vuole

A metà 2016 Regione Lombardia ha approvato il cosiddetto bando Ricaricadestinando più di un milione di euro per finanziare punti di ricarica privati per auto elettriche ed ibride plug-in. Oggi scopriamo però che alla scadenza del 31/12 solo circa 70.000 euro sono stati richiesti ed erogati, lasciando ancora una somma enorme a disposizione e costringendo la Regione a prorogare la durata a tutto il 2017. Un buco nell'acqua insomma, per certi versi inspiegabile.

Già, perché diversamente da altri bandi con finanziamenti pubblici, quello destinato alle colonnine private, o alle wallbox, è piuttosto generoso, ed arriva a coprire fino all'80% del costo, con un massimale di 1.500 euro. Rimborso che si abbassa al 70% del costo se il punto di ricarica non è tra quelli intelligenti e con potenza modulabile.

Ogni soggetto, sia privati che società, può richiedere il finanziamento fino a 10 prese, nel qual caso il tetto massimo è di 10.000 euro, cioè 1.000 euro per ogni possibilità di ricarica. Ma non solo, il rimborso coprirebbe anche eventuali lavori edili fino a 300 euro, e il 50% della spesa sostenuta da chi fosse obbligato a installare un nuovo contatore, o ad aumentare la potenza erogabile da quello già in essere.

Perchè nessuno vuole questi fondi?

Un contributo quindi più che discreto, che mira a promuovere la mobilità elettrica e a migliorare gli impianti di ricarica e la gestione intelligente del carico sulla distribuzione elettrica, oltre ad assicurare condizioni in piena sicurezza e a norma. Quali possono essere quindi le ragioni di un tale flop, viste le interessanti premesse?

Un primo motivo è sicuramente la difficoltà di percepire come vantaggio la ricarica domestica tramite un dispositivo dedicato. Quasi tutte le vetture elettriche e ibride plug-in, al momento dell'acquisto includono sia il cavo dedicato alle colonnine, sia un dispositivo che permette di ricaricarsi da comuni prese industriali o domestiche. Nonostante il livello di sicurezza più basso utilizzando questi apparecchi, la spesa è relativa e quasi sempre non necessita di nessun intervento nel proprio posto auto. Ma anche chi non avesse incluso nell'auto il cavo da prese normali, lo può acquistare da aziende terze col vantaggio di non avere una presa fissa solo a casa, ma poterselo portare appresso per emergenze. In uno scenario di questo tipo, anche le poche centinaia di euro spese che rimarrebbero scoperte dal rimborso regionale per installare una wallbox più complessa, possono essere viste come una spesa inutile o non fruttuosa.

Esempio di box per ricarica casalinga preferito da molti: è regolabile in potenza, e può essere trasportato e collegato a qualsiasi presa, rispettando le norme basilari

Un secondo problema che ci è stato segnalato è la difficoltà intrinseca di inserire la propria domanda di partecipazione, e quindi ottenere il rimborso. Si può effettuare richiesta, come tutti i nuovi bandi, solo ed esclusivamente sul portale SiAge, il che dovrebbe essere un vantaggio, ma non sempre la digitalizzazione e il servizio pubblico hanno un buon rapporto. I documenti da presentare sono molti, a partire dai propri documenti d'identità e dal libretto di circolazione dell'auto, passando per un preventivo dettagliato con tutti i costi di installazione, scheda tecnica del prodotto, arrivando fino a tutta la rendicontazione delle spese energetiche supplementari e i lavori edili eventualmente sostenuti. Ed è possibile farlo solo se in possesso di un lettore di carte servizi CRS o CNS. Mediamente il proprietario di un veicolo elettrico è pratico di nuove tecnologie, ma tutti questi passaggi hanno scoraggiato più di un utente.


Errore grossolano: moto e veicoli leggeri esclusi

L'ultimo dei probabili motivi del (provvisorio) fallimento di questa iniziativa è l'esclusione dal bando di tutta una serie di veicoli elettrici. Praticamente solo le automobili, i furgoni e i quadricicli pesanti possono accedere al finanziamento, ma sono state escluse senza grosse motivazioni le moto elettriche, i quadricicli leggeri, le bici elettriche così come tutti i veicoli a batteria più leggeri come scooter e personal mover. Se per questi l'esclusione può essere giustifica in virtù dei semplici impianti di ricarica di cui hanno bisogno, per le moto e i quadricicli l'errore appare grossolano in quanto molti di questi mezzi necessitano di impianti discreti e buone potenze di ricarica.

A tutti questi fattori si può aggiungere poi il fatto che non tutti i proprietari di auto elettriche hanno un box privato o un posto auto riservato in area chiusa, impedendogli quindi di effettuare qualsiasi installazione. E anche nel caso di garage in affitto, è necessaria l'approvazione del proprietario dell'immobile per eseguire qualsiasi lavoro. Nonostante tutti questi paletti e difficoltà, noi ci sentiamo comunque di consigliare la partecipazione al bando a tutti i proprietari di auto elettriche residenti in Lombardia . È un'occasione importante per ammodernare gli impianti elettrici in vista di una svolta nella mobilità di cui ormai tutti sono sicuri, oltre ad offrire dei vantaggi pratici. Le wallbox più evolute possono essere programmate per l'orario di inizio e fine ricarica, permettendo un maggiore controllo sulle utenze casalinghe. Alcuni modelli poi consentono anche il controllo remoto via Wi-Fi e app dedicate, potendo modificare la potenza assorbita in tempo reale, e offrendo dati aggiornati su kWh consumati e sessioni di ricarica. È una concreta possibilità di rendere più moderna la propria abitazione, ricaricare l'auto in piena sicurezza, spendendo davvero poco.